Franchi Svizzeri sui Binari Italiani

Prestito per adeguare le nostre linee all’apertura del Gottardo MILANO ? Come un prestito fra vicini di casa nel momento del bisogno, così quello approvato dalla Svizzera verso l’Italia è un aiuto economico fra nazioni vicine in tempo di crisi. Infatti nell’ambito del progetto Alptransit, l’alta velocità elvetica, il Consiglio degli Stati, il senato del parlamento di Berna, ha approvato un finanziamento di 280 milioni di franchi (228 milioni di euro) per potenziare le nostre linee ferroviarie. Sia quelle sull’asse del Gottardo, cioè la Chiasso-Milano e la Luino-Gallarate; sia quella sull’asse del Sempione, la Domodossola-Novara. «Questo prestito è cruciale per l’Italia e la Svizzera ? spiega Fabio Regazzi, ticinese, parlamentare del Partito popolare democratico e membro della commissione trasporti. ? Se vogliamo che l’Alptransit non resti un’opera monca, dobbiamo adattare le linee a sud di Chiasso e del Sempione». Regazzi aggiunge inoltre che non è mancata una dose di scetticismo su questo finanziamento concesso alle nostre ferrovie da parte dei parlamentari svizzero-tedeschi. «Ma se vogliamo realizzare rapidamente queste opere, dobbiamo aiutare l’Italia», è stata la risposta del ministro dei trasporti, Doris Leuthard.E’ soltanto grazie a un’alleanza fra Roma e Berna, che il Senato della Confederazione ha deciso di prestare all’Italia il 28% di un maxi stanziamento di 990 milioni di franchi (808 milioni di euro) per adattare le linee ferroviarie dell’asse Gottardo-Sempione al trasporto su rotaia dei Tir di nuova generazione. Camion più grandi che obbligheranno, tanto al di qua che al di là del confine, ad alzare le gallerie fino a 4 metri di altezza, ad allargare i ponti, a potenziare i sistemi elettrici ed elettronici per la circolazione di treni ad alta velocità lunghi 750 metri e con una capacità di traino di 2 mila tonnellate: permetteranno di togliere dalle strade 160 mila camion all’anno. Lavori che la Svizzera intende realizzare per potenziare il trasporto delle merci sui binari, facendolo crescere del 50% entro il 2030. Con quest’ obiettivo, il parlamento di Berna punta a completare la Tav svizzera, che ruota attorno all’apertura nel 2016 del traforo del San Gottardo e al completamento entro il 2019 della galleria del Monte Ceneri. Terminate queste due opere, scatterà una rivoluzione nei collegamenti ferroviari fra Nord e Sud Europa, con treni che sfrecceranno nel cuore delle Alpi a 250 all’ora. E affinché il sogno Alptransit diventi realtà e non si fermi davanti al confine italiano, è stato fatto questo prestito di 230 milioni di franchi (188 milioni di euro) per l’adeguamento delle linee a sud di Chiasso, più altri 50 milioni (40 milioni di euro) per il corridoio a sud del Sempione. Ma, proprio al di qua della frontiera, si levano le accuse. «La Svizzera ci ricorda che la mobilità delle merci deve essere spostata dalla strada alla ferrovia per migliorare l’ambiente e ridurre il traffico. Invece nella nostra regione si continuano a costruire autostrade», dice Dario Balotta da Legambiente. Dal Pirellone replica Maurizio Del Tenno, assessore leghista ai Trasporti: «Alle parole rispondiamo coi fatti: nelle prossime settimane Fs e ferrovie elvetiche decideranno tempi e priorità dei lavori» (29 settembre 2013) – Corriere della Sera pdf icon SKMBT_C45213100215380.pdf