La dura vita del pendolare italiano

Treni e autobus per i pendolari sono mezzi in via d’estinzione. Ogni mattina 8 milioni di persone lottano per salire a bordo. I passeggeri aumentano, perché la crisi obbliga tanti a lasciare l’auto nel parcheggio o a cercare una casa meno cara lontano dalla metropoli. Le corse invece diminuiscono, per scelta o per mancanza di manutenzione, mentre la puntualità è un’utopia. «Ogni anno accumulo 100 ore di ritardo: una punizione perché ho scelto di vivere in provincia», racconta Claudio, lavoro a Milano e appartamento a Cremona. Di chi è la colpa? Come in tutti i mali italiani, le responsabilità sono plurime […] poche carrozze e meno pullman, mentre ogni anno 200 mila passeggeri in più affollano stazioni e fermate. «Per la prima volta assistiamo a un cambio di domanda storica e invece di incoraggiare questa tendenza, viene considerata solo una spesa da sfoltire», commenta Marcello Panettoni, presidente di Asstra, l’associazione delle imprese di trasporto pubblico. «L’effetto immediato dei fondi ridotti è la drastica riduzione delle carrozze, a volte soltanto due per treno», dice sconsolato Cesare Carbonari, del comitato Torino-Milano, una delle tratte “maledette” che serve 20 mila viaggiatori. «Non si investe, tranne che sull’Alta velocità. A Torino dalle sei del mattino abbiamo 5 mila posti “di lusso” contro 2 mila per noi. Ma l’abbonamento per il Frecciarossa ha costi proibitivi: 300 euro invece di 130». Per i forzati dei vagoni regionali ormai il posto in piedi è una certezza. http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/01/09/news/perche-essere-pendolari-e-un-incubo-1.148290