VITA SOPRAELEVATA

Architetture? La pista ciclabile immaginata da Norman Foster per Londra e le altre realtà aeree Vita sopraelevata Il mercato biologico a Siviglia e i progetti a Toronto e Taipei Camminare all?altezza dei tetti Dopo la caduta del Muro Hans Stimmann ha diretto la ricostruzione urbanistica di Berlino. Aveva due strade da seguire. Edificare sulla pianta dell?800 o abbandonarla alla fantasia degli architetti. Il Baudirektor non esitò un solo secondo. Preferì la prima soluzione. Lord Norman Foster è un architetto. A suo modo visionario con l?hobby della bicicletta. Nei giorni scorsi ha fatto il giro del mondo sui media per aver dato alle stampe il suo progetto di «pista ciclabile sopraelevata». Poco più di duecento chilometri di reti rialzate che dovrebbero sormontare Londra per facilitare lo spostamento dei pendolari. In attesa di vedere come andrà a finire, se Lord Forster riuscirà a far volare le biciclette nell?aria rasente i tetti (è a caccia di finanziamenti), da Milano a New York, da Taipei alla medievale Siviglia i progetti di opere sopraelevate non mancano. Anzi si moltiplicano. Si va dalle gettonatissime piste ciclabili (a Toronto, a Melbourne esistono progetti simili a quelli londinesi), ai giardini, dai mercati biologici ai centri ricreativi (a Copenaghen per esempio). Le motivazioni sono molteplici. Riqualificazioni urbane; esigenze ecologiche; estetiche (i giganteschi tubi rossi dell?acqua a Berlino), necessarie (il caso Tokyo) e ludico-commerciali come il Market Hall di Siviglia. Una struttura avveniristica costruita a ridosso del centro medioevale: il ristorante è a 28 metri d?altezza, la piazza è a cinque dal suolo e la strada panoramica si snoda tra i tetti. C?è pure il mercato biologico. Un posto divertente. Un?opera che ha maturato il consenso anche degli architetti sopraelevati-scettici è l?High line di New York, il bosco lineare. L?idea di riqualificare una linea di sei chilometri di ferrovia alzata abbandonata è venuta all?ex assessore alla mobilità, Janette Sadik-Khan: ci sono spazi culturali, i giochi per bambini, luoghi di shopping e ristorazione. Un secolo fa era stata concepita per collegare il porto di New York con il centro, ed evitare che le merci venissero a contatto con pedoni e carri trainati dagli animali. L?High line oggi non separa. Ma aggrega. Una struttura di questo tipo si trova anche a Parigi. Il Giardino Atlantique di Montparnasse, costruito sul tetto della stazione. Gli alberi sono stati piantati sulla sommità. D?estate le famiglie ci vanno a prendere un po? di fresco. Fabio Casiroli è un architetto milanese che ha conosciuto Sadik-Khan. Fa parte di quella scuola di pensiero che non vede di buon occhio le opere alla Foster. «Una pista ciclabile sospesa nell?aria? E a che serve?». Non è contrario a priori. Dipende, dice, dalla conformazione della città. A Tokyo basta girare tra i grattacieli di Ginza (il quartiere dell?alta moda) per capire che le strade sopraelevate hanno una funzione precisa: di collegamento tra edifici, centri commerciali, cinema e stazioni di metrò perché le strade larghe a più corsie non sono attraversabili dai pedoni. L?entrata del Park Hotel Tokyo per esempio è su una di queste tante viuzze sospese in aria. Da lì si può accedere a un bar o fare jogging tra i grattacieli. Tuttavia non mancano le città in controtendenza. A Seoul l?amministrazione ha abbattuto un?autostrada sopraelevata a due piani che correva parallela al fiume Han. Ci transitavano circa 190 mila auto al giorno. Motivo? Ridare vita al lungo Han. E ritornare con i piedi a terra. © RIPRODUZIONE RISERVATA Gramigna Agostino Pagina 25 (05 gennaio 2014) – Corriere della Sera